100 Top Values: i migliori vini rapporto qualità/prezzo secondo Wine Spectator

January 16, 2019

Wine Spectator pensa anche a noi!

 

A noi che siamo appassionati di grandi vini ma che non sempre vogliamo spendere troppo per una bottiglia.

Con la sua classifica 100 Top Values stila un elenco di grandi vini che potremmo trovare anche tra gli scaffali del supermarket!

La squadra di WS ha selezionato per il 2018 infatti 100 etichette che hanno un rapporto qualità prezzo eccellente, con un punteggio superiore agli 88 centesimi, di prezzo inferiore a 20 euro, e prodotti in quantità abbastanza grandi da essere facilmente reperibili.


La classifica è suddivisa secondo 6 categorie:

  1. Vini bianchi leggeri

  2. Vini bianchi strutturati

  3. Vini rossi di media struttura

  4. Vini rossi di grande struttura

  5. Vini rosati

  6. Vini Spumanti

Le etichette tricolore selezionate sono 16 e sono presenti in tutte le categorie.

Nei bianchi leggeri troviamo al primo posto un riesling australiano della Eden Valley 2017 della cantina Pewsey Vale con 91 punti e intensissimo sentore di frutto della passione. All’undicesimo posto la Falanghina del Sannio 2016 di Feudi di San Gregorio con una valutazione di 89 centesimi e un prezzo di 19 dollari, definito minerale  dalle intense note agrumate. Segue il Soave 2017 de La Cappuccina con  89 punti venduto a circa 13 euro, con sentori speziati e note di mela cui si affianca il sardo Vermentino di Sardegna Aragosta 2017 della Cantina di Santa Maria La Palma a 88 punti e simile prezzo.

La sezione bianchi strutturati premia vini corposi e ricchi bilanciati da struttura e freschezza intensa. E qui statunitensi, australiani e sudafricani la fanno da padroni. Si qualificano solo il toscano Vermentino Colli di Luni di Terenzuola con 91 punti e 15 euro circa e il Pinot Grigio 2017 di Attems con 90 punti e 18 euro.

I rossi di media struttura sono classificati tenendo a mente una precisa idea di stile: quello del Pinot Nero dell’Oregon, succoso ma sempre elegante, secondo la prestigiosa rivista.
L'Italia guadagna tante posizioni in questa categoria: Monrosso 2016 di  Castello di Monsanto, Barbera d'Asti Battaglione 2015 di Ratti, Chianti Classico Rocca delle Macìe 2016 di Zingarelli, l'Aglianico del Vulture D'Angelo 2015 (90 punti). Infine il Valpolicella Allegrini 2017 e il Sangiovese di Toscana Bastardo 2017 di Renzo Masi con 88 punti, entrambi a meno di 10 euro.

 

 

Tra i rossi di grande struttura un italiano domina sugli zinfandel californiani e i merlot della Sonoma Valley: é il Bolgheri Poggio ai Ginepri 2015 di Argentiera.

Tra i rosati non poteva esserci che un salentino, il Rosato del Salento 2017 Calafuria di Tormaresca.

Tra i vini spumanti o frizzanti l'Italia offre la più ampia gamma di stili” sentenzia Wine Spectator, ed infatti sono in classifica 4 vini diversi. Il Lambrusco Emilia della Lini Oreste e Figli che ha totalizzato 89 punti con un prezzo di circa 13 euro; il Moscato d’Asti Nivole 2017 di Michele Chiarlo con 88 punti, seguito da un altro italiano, Le Colture, Valdobbiadene Prosecco Brut con 88 punti. Tutti al costo medio di circa 10-12 euro.

 

Questa classifica é certamentre molto importante sia per gli amanti del vino sia per i professionisti del settore. Infatti setacciando tutti i territori vitivinicoli favorisce la ricerca e conferma il fatto che anche al di fuori delle zone di produzione più vocate e note, si possono produrre vini di grande qualità con prezzi non gravati dal costo delle operazioni di marketing.

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