Addio Domenico Clerico, grande interprete della realtà Barolo


Addio a Domenico Clerico, uno dei maggiori interpreti della realtà Barolo.

A soli 26 anni Domenico Clerico, ereditata l’azienda di famiglia a Monforte d’Alba, decise che il vino, o meglio il Barolo, sarebbe diventata la sua grande scommessa, una ragione di vita.

Domenico Clerico aveva capito già nel lontano 1976 le grandi potenzialità che il suo territorio, le Langhe incarnavano: così puntò tutto su un lavoro lungo e costante così da creare vini che valorizzassero e incarnassero tutte le peculiarità che ogni singola vigna, a Barolo, poteva esprimere.

Clerico decise ben presto di allargare il vigneto di proprietà della famiglia, acquisto dapprima un piccolo appezzamento a Bussia, poi due vigne nel cru Ginestra e nel 1995 un nuovo vigneto nel cru Mosconi, dal quale prese vita lo straordinario Barolo Percristina.

Oggi vogliamo ricordarlo così Domenico Clerico, attraverso uno dei suoi vini più rappresentativi: il Barolo Percristina 2007.

Veste sottile, colore rosso granato, dall’inequivocabile trasparenza. Emana profumi intriganti di spezie, di cuoio e tabacco; in un susseguirsi interminabile di profumi dolci come la confettura di more e toni più scuri di pepe nero e liquirizia; e ancora viole essiccate, sottobosco, bacche di ginepro.

Al gusto emerge tutta la classe che solo un Barolo di razza può avere: intenso ed elegante nella trama tannica perfettamente levigata, potente ma mai eccessivo; un vino che lascia il segno.

Così come un segno indelebile nella storia del vino italiano è stato lasciato dal questo grande e orgoglioso vignaiolo che era Domenico Clerico.

#DomenicoClerico #Barolo #Langhe

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