Chateauneuf-du-Pape, viaggio a sud del Rodano

February 18, 2019

3000 ettari vitati, 13 vitigni, 5 tipologie di suolo. Siamo in Francia, in una delle zone vitivinicole più suggestive.

Parliamo di Avignone, della costa sud del Rodano e della sua riva sinistra: Chateauneuf-du-Pape, comune che dà il nome a una storica appellation della Cote-du-Rhone.

 

Il nome Châteauneuf du Pape risale alla “cattività avignonese dei Papi”, quando Papa Clemente V spostò l’intera corte papale ad Avignone, per sfuggire ai tumulti di Roma. Nel 1309 fu eretto, dunque, un nuovo castello capace di accogliere il papato, attorno ai cui vasti territori fu coltivata la vite

Nonostante i tantissimi i motivi politici che determinarono la scelta di Avignone come sede papale alternativa a Roma, se proviamo a far volare la fantasia, potremmo immaginare che il Papa sia stato attratto dal fresco vento Mistral che profuma l’aria della provenza rendendola secca e gradevole. O che sia stato attratto dai vini che si producevano già allora e dalle vigne suggestive che si fanno strada tra i grossi ciotoli di cui sono pieni alcuni terreni, o ancora dai terreni di sabbie biancastre che si alternano ai rossi argillosi.

 

E proprio da tutti questi elementi il vino Chateauneuf du Pape trae la sua vita, la sua originalità e le sue caratteristiche essenziali.

Lo Chateauneuf du Pape può essere prodotto in versione bianca, ma per oltre il 90% della produzione parliamo di vini rossi corposi, speziati, spesso dai sentori ematici e di erbe aromatiche, che evolvono e si arricchiscono nel tempo.

 

Questo vino nasce in uno dei comparti vitivinicoli dai suoli più etererogenei di Francia: i suoi 3000 ettari sono divisi in terreni di arenaria, argillosi, sabbiosi, calcarei e in terreni ricoperti da ciottoli grandi e rotondi risalenti al Miocene, le galets roulés. 

 

Difficile camminare tra queste viti allevate ad alberello, eroico coltivarle. Queste pietre drenano l’acqua e, accumulando calore nella giornata, lo restituiscono alle piante durante la notte.

 

Ben 13 sono i vitigni usati per produrre questo vino: i principali sono grenachemourvedresyrah. cinsault e roussanne

Il suolo influisce in modo incredibile sul risultato finale dei vini prodotti: sui terreni sabbiosi avremo vini più eleganti e sottili, i suoli ricoperti degli iconici ciotoli levigati ci regaleranno vini più morbidi e corposi, mentre i terreni calcarei ci danno vini meno potenti.

 

Il disciplinare impone rese minime di 35 ettolitri per ettaro, obbligando a coltivare ad alberello, ma quasi tutti i vignerons rimangono al di sotto di questa soglia, raccogliendo le uve a mano e vinificando in cemento.

 

Un'isola felice per gli amanti del vino che si fa in vigna e non in cantina.

 

Un territorio di cui si sente poco parlare ma che stupisce nella visione dei suoi paesaggi suggestivi così come nella degustazione dei suoi vini.

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