Come riconoscere un pinot nero al primo sorso

December 13, 2017

Forse il meno democratico dei vini, quantomeno nella sua massima espressione borgognona. Ma se amate i rossi e ve lo potete permettere avrete assaggiato, con molta probabilità, il vino della vostra vita.

Il pinot nero è un vitigno antico, geneticamente instabile e molto esigente in termini ambientali, climatici ed enologici. Se allevato sapientemente dà un vino elegantissimo che potreste addirittura riconoscere nel bicchiere: un rosso rubino sempre piuttosto chiaro che l’evoluzione trasforma in granato o aranciato senza mai intaccare la sua trasparenza luminosa. Trattenere il colore è infatti quasi impossibile per i suoi acini dalla buccia molto sottile, carente di tannini ed antociani.

 

Svanito il distintivo odore di selvatico che potrebbe emergere in fase di stappatura, il susseguirsi dei profumi nel bicchiere è incessante. Sentori floreali, fruttati, speziati ed erbacei, tutti all’insegna della leggerezza e dell’eleganza.

Le note di lamponi, ciliegie e fragole sono una piacevole costante, insieme alle viole e alle rose. In sottofondo menta, cannella, tè verde, rabarbaro e rosmarino.

 

Se il vostro vino ha un po’ di anni alle spalle e se è di ottima fattura si faranno strada note ferrose e di sottobosco, funghi, terra, tartufo, selvaggina e cuoio.

Complessità e classe potranno essere esaltate da un uso sapiente del legno, che regalerà note tostate e speziate mai invasive.

 

All’assaggio la parola d’ordine è setoso 

 

 

Il sorso è intenso, pieno e satinato grazie a tannini vellutati. La marcata freschezza, strettamente legata al grado di maturazione e al luogo in cui è stata coltivata l’uva, è un elemento caratteristico del pinot nero, ma per equilibrare il modesto contenuto di tannini richiede ottime capacità in cantina. Ove necessario, un passaggio in legno potrà aumentare tannini e struttura.

 

 

 

Superfluo dire che in bocca ritornano, una dopo l’altra, quasi tutte le sensazioni olfattive di frutta, fiori e sottobosco che avrete percepito al naso.

 

E adesso la brutta notizia: non illudetevi, non tutti i pinot neri sono uguali!

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