Giappone: libero il mercato del vino

January 9, 2019

 

Il mercato giapponese del vino e dell’agroalimentare si apre all’Europa.

E’ stato infatti siglato un accordo tra Ue e Giappone che prevede l’eliminazione dei dazi sull’export italiano in Giappone.

Se i dazi su formaggi al 35-40% e pasta al 24% saranno eliminati gradualmente, la tassa sul vino al 15% sarà eliminata già a partire dal 1 febbraio prossimo.

 

L’Unione Italiana Vini ha espresso grande soddisfazione per il raggiungimento di questo accordo, che creerà una zona di libero scambio vitivinicolo di cui beneficeranno circa 600 milioni di persone.

 

Ma quali saranno i reali benefici di cui si avvantaggerà il comparto enologico italiano?

 

Il documento siglato è molto corposo e burocraticamente complesso; per ora possiamo segnalare alcuni punti di interesse importanti per le aziende vinicole che esportano i loro prodotti nella terra del Sol Levante.

 

  1. 100 Denominazioni Dop e Igp europee distribuite in Giappone avranno lo stesso livello di protezione previsto dalla normativa europea

  2. Saranno eliminati i costi associati alle registrazioni delle nuove Indicazioni Geografiche per facilitarne la protezione, e questo limiterà certamente l’effetto “italian sounding”

  3. L’eliminazione della tassa del 15% sui vini comporterà il risparmio di 112 milioni di Euro annui per le aziende europee che esportano, colmando così il divario competitivo con i grossi esportatori come Australia e Cile

  4. L’aumento del volume di esportazioni di tutto settore agroalimentare dell’UE potrebbe aggirarsi intorno al +180%, favorendo così anche il comparto enologico

  5. L’autorizzazione a pratiche enologiche finora non riconosciute in Giappone cosa che consentirebbe l’aumento della competitività dei vini italiani.

 

Restano da verificare le norme a proposito delle informazioni obbligatorie da indicare in etichetta che condizionano la classificazione dei vini: ad esempio potremmo trovarci davanti all'identificazione di un vino italiano non come vino, ma come bevanda, solo perché non riporta in etichetta alcune diciture obbligatorie per la legge giapponese.

Questo chiaramente oggi causa grande confusione nel consumatore circa il valore, le proprietà e le caratteristiche del prodotto Vino.

Di certo nel complesso il trattato Jefta sarà estremamente vantaggioso per le aziende che riusciranno a cogliere tutte le opportunità aperte dalle nuove norme.

A pieno regime, saranno liberi da dazi il 97% dei prodotti europei.

 

Come contropartita per il Giappone ci sarà l’apertura nel mercato europeo degli appalti ferroviari e di quelli pubblici nelle principali città. Saranno liberalizzati anche il commercio elettronico, i trasporti marittimi internazionali e i servizi postali.

Un  accordo storico che, oltre ad essere un messaggio contro il protezionismo, come ha detto Jean-Claude Junker, istituzionalizza l’interesse profondo dei giapponesi per la cultura europea cementando a livello commerciale l’amicizia nippo-europea. Una bella sfida per gli imprenditori italiani e per tutte le aziende vitivinicole del Bel Paese.

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