Gravina Bianco Doc, mare e terra di Puglia

March 11, 2019

Una terra bianca, porosa, piatta e spazzata dai venti. Non siamo in nord Europa ma sulla Murgia, il freddo altipiano nel cuore della Puglia.

Una terra aspra, dove i pastori vivono ancora la vita dura e lenta di un tempo. Il territorio murgese è vasto ed in larga parte coltivato a vite, che qui beneficia dell’effetto del sole e del vicinissimo mare Adriatico.

 

In particolare nel territorio compreso tra Gravina di Puglia, Altamura, Poggiorsini e Spinazzola, si trova una denominazione riconosciuta nel 1983 che produce vini bianchi spesso esaltanti e ultimamente pluripremiati.

 

Il Gravina Bianco Doc prodotto con uve Greco, Malvasia Bianca, Fiano, Verdeca, Bianco di Alessano e Chardonnay.

 

La cittadina che dà il nome alla denominazione, Gravina di Puglia, vanta una sua parte sotterranea dalla quale si vede perfettamente il sottosuolo calcareo. E’ estremamente suggestiva con i suoi pozzi, gli acquedotti maestosi e i torrioni medievali, tutti scavati interamente nella roccia. Da vedere anche per la sorprendente la cantina monumentale profonda 20 metri al di sotto del Palazzo Ducale, un tempo appartenente alla famiglia Orsini.

 

Il vino Gravina Bianco Doc si costruisce intorno al Greco, vitigno di antichissime origini probabilmente importato già degli elleni circa 3000 anni fa.

 

 

Il Greco che si coltiva in questa zona è un clone del più famoso Greco di Tufo campano e si caratterizza per la sua potente spalla acida, per la sua sapidità ed i suoi profumi agrumati e floreali. Albicocca, biancospino, mandorla e mela cotogna sono i profumi che lo rendono indimenticabile e subito riconoscibile.

Su questa base i viticoltori murgesi hanno avuto la grandiosa opportunità di calibrare i loro vini con vitigni profumatissimi come il Fiano, Malvasia Bianca Lunga e Verdeca. Sono loro a dare equilibrio al Greco a volte ribelle e molto alcolico, aggiungendo mineralità e leggerezza al vino.

 

Degustando il “Poggio al Bosco” della Cantina Botromagno (88 punti Wine Spectator annata 2013), scoprirete un sorso che ricorda alcuni Chardonnay francesi: morbido, caldo ed insieme minerale e freschissimo. Oppure l’Erbaceo di Colli della Murgia nel quale si rincorrono profumi di frutta gialla e sentori erbacei e balsamici.

 

Il Gravina Bianco esprime bene la parte più vocata alla viticoltura del territorio pugliese che è l’Alta Murgia, un paesaggio disegnato da vaste praterie ricche di erbe fiori, funghi ed erbe selvatiche e percorso dai venti marini.

Per questo lo abbineremo felicemente con primi piatti con sughi leggeri a base di pesce, così come lo troveremo perfetto con lampascioni dorati, torte salate, preparazioni a base di verdure, burrata e fior di latte.

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