Ok, il prezzo è giusto! Come il nostro cervello influenza il nostro gusto

August 20, 2017

Siamo sicuri di saper riconoscere il valore di un vino grazie solo alle nostre capacità di degustatori? Quanto siamo influenzati nei nostri assaggi dalle informazioni accessorie sull’etichetta che stiamo degustando?

 

 

Una ricerca congiunta dell’Università di Bonn e dell’INSEAD Business School ci mostra come il fattore prezzo venga codificato dal nostro cervello in modo da condizionare la percezione organolettica del vino che andiamo ad assaggiare: sembrerebbe infatti che il nostro cervello sia più propenso a classificare come migliore un vino con un prezzo maggiore rispetto a uno con un prezzo più basso.

L’esperimento ha visto i ricercatori dare a degli ignari intervistati 3 campioni di vino proveniente dalla stessa bottiglia, ma indicato con tre prezzi diversi: 3, 6 e 18 euro.

15 donne e 15 uomini sulla trentina hanno preso parte all’esperimento: ad alcuni di loro veniva dato un budget di 45 euro da spendere, mentre agli altri non era chiesto di pagare del denaro per assaggiare il vino.

 

I partecipanti all’esperimento dovevano degustare una piccola quantità di vino, somministrata attraverso un tubicino direttamente collegato alla loro bocca: quanto di più lontano da una vera e propria degustazione di vino.

Nel frattempo i ricercatori, attraverso una particolare risonanza magnetica, monitoravano l’attività cerebrale degli intervistati durante gli assaggi.

 

Come ci si aspettava, gli intervistati hanno affermato che il vino con il prezzo maggiore sembrava al gusto migliore degli altri due, e questo sia che gli intervistati dovessero pagare per il vino sia che questo gli venisse dato gratuitamente.

Dalle immagini della risonanza, i ricercatori si sono concentrati sull’attività cerebrale di due zone specifiche del cervello: la corteccia mediale prefrontale e il ventricolo striato.

La corteccia mediale prefrontale è infatti la zona del nostro cervello in cui il fattore prezzo veniva tradotto in un’aspettativa, la quale poi influenzava la valutazione del vino.

Il ventricolo striato, invece, è la zona dell’attività cerebrale in cui sembra crearsi una sorta di sistema di ricompensa e motivazione: questa zona è stimolata in modo significativo davanti a prezzi più alti, aumentando così l’esperienza del gusto.

Come testimonia il Dott. Bernd Weber, uno dei medici e ricercatori a capo del progetto.

Non è ancora chiaro come le persone possano addestrare le loro papille gustative a ridurre l’effetto degli impulsi cerebrali condizionati dal prezzo del vino: "la domanda emozionante è se si può addestrare il sistema di ricompensa [nel cervello] per renderlo meno ricettivo a tali effetti di marketing placebo", ha affermato lo stesso Weber.

 

I master of wine e i master sommeliers, ad esempio, subiscono una formazione rigorosa per identificare molti elementi tecnici in un vino all'interno di un sistema che tenta di calibrare la loro valutazione.

 

Precedenti ricerche infatti hanno scoperto che i Master Sommeliers hanno sviluppato una zona sensoriale e di memoria nel loro cervello più spessa rispetto alle altre persone.

 

QUI il link all’articolo su Nature

 

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