Roma degusta l'Alto Piemonte

January 21, 2018

 

Lo scorso 14 gennaio i vini dell’alto Piemonte si sono svelati al pubblico di Roma: Taste alto Piemonte, si è rivelato un evento che ha conquistato operatori ed appassionati.  

Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Gattinara, Ghemme, Lessona, Sizzano, Valli Ossolane le denominazioni d’origine che rappresentano la grande varietà di terroir delle quattro province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola, hanno reso possibile l’approfondimento dei diversi territori dell’Alto Piemonte.

 

"Un territorio che risente delle brezze del Monte Rosa

un caleidoscopio di suoli"

 

Morene di antichi ghiacciai, sabbie di mari scomparsi, porfidi, argille, calcari, ciotoli, suoli vulcanici, capaci di produrre infinite sfumature nei vini.

L’antichissima tradizione vinicola, le nuove generazioni e i vitigni autoctoni hanno messo in evidenza tutto il fascino di questi territori tanto diversi ma tutti accomunati da una produzione di ottimo livello, unica nel suo genere, con numerose punte d’eccellenza e un denominatore comune: il nebbiolo.

 

Per comprendere meglio le caratteristiche del terreno dove, il nebbiolo in pochi chilometri cambia il profumo e il sapore, bisogna prima effettuare una divisione territoriale. La più facile e naturale è tracciata dal corso del Sesia, che segna il confine tra le provincie di Novara e Vercelli.

In territorio novarese la composizione dei terreni è più uniforme, ciottoli di origine glaciale portati dal fiume. GhemmeSizzano e Fara producono vini con caratteri molto simili: presentano una piacevole bevibilità, un tenore alcolico moderato e una complessità olfattiva discreta. Boca dove Le Piane, l’azienda di Christoph Künzli, ha avuto un ruolo fondamentale per la rivincita di tanti piccoli vignaioli dell’alto Piemonte, la caldera del supervulcano della Valsesia, con suoli magri ricchi di porfido rosa e scheletro, dà vini eleganti e di grande impatto, sapidi e con tannini mansueti.  

 

La collina che sorge ripida dalla pianura a nord ovest di Gattinara ospita i vigneti di questa antica denominazione. Un terreno sottile, povero di humus, un sottosuolo di pura roccia di colore bruno che da origine a vini austeri, complessi, adatti a lunghi affinamenti. Bramaterra, toponimo in uso fin dal 1400, identifica la zona anche conosciuta come Baraggia, caratterizzata da terreno argilloso e sterile. L'uso della Croatina caratterizza i vini che hanno una bella nota fruttata e un'attitudine all'invecchiamento.

Lessona ricca di sedimenti marini su base di porfido, terreno sabbioso ricco di minerali dà vini elegantissimi, con profumi di grande finezza, con tannini dolci e morbidi: questi sono vini con un'attitudine d’ invecchiamento di oltre 30 anni.

 

 

I vini proposti dai produttori nella cornice romana hanno rappresentato una perfetta coerenza stilistica. Una nota di merito va al vitigno Vespolina  vinificato in purezza: fine, mai troppo alcolico, dai meravigliosi profumi speziati, percorso quasi sempre da una chiara vena salina, capace di emozionare e stupire.

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