Una giornata al Chianti Classico Collection 2019

February 19, 2019

Una delle eccellenze vitivinicole italiane si presenta in veste internazionale: è il Chianti, protagonista della manifestazione Chianti Classico Collection 2019.

 

In un’ambientazione suggestiva e modernissima, la Leopolda a Firenze, quest’anno il Consorzio Vino Chianti Classico ha fatto le cose in grande.

 

Il patron della manifestazione è Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio (padre dei meravigliosi vini di Fontodi) che persegue con grande energia l’azione di rilancio e affermazione della denominazione Chianti Classico. Un vero e proprio distretto economico che, secondo l’indagine commissionata proprio quest’anno dal consorzio, raggiunge ben 130 paesi in tutto il mondo.

Manetti sembra puntare molto sullo sviluppo di mercati importanti come il giappone, che ha recentemente aperto le frontiere del settore vinicolo (qui per saperne di più) e agroalimentare, e dichiara:

 

“Ogni mercato è importante per il Chianti Classico e il 2019, grazie anche ad una conoscenza più approfondita dell’andamento delle vendite e dei prezzi nei vari mercati, sarà anche un anno dedicato a consolidare e continuare a far crescere mercati strategici come, per esempio, la Germania, l’Inghilterra o il più lontano Giappone, e aprire nuovi sbocchi e conquistare nuove fasce di consumatori in mercati ancora emergenti, come, per esempio, in Cina”.

 

 

La Leopolda è stata letteralmente presa d’assalto da giornalisti e blogger italiani e stranieri (oltre 200) accorsi per assaggiare le 731 etichette in degustazione e le 78 anteprime da botte del 2018.

 

Ospite d’onore un personaggio estremamente autorevole nel mondo del vino: Steven Spurriel, nominato “Chianti Classico Ambassador” per il mercato inglese.

 

Conosciutissimo ideatore della prima degustazione alla cieca nel 1976, è una figura che definire giornalista è riduttivo. Amante del Chianti Classico da sempre, anche quando tiravano venti di tempesta per la denominazione, Spurrier nel 2007 predisse così il futuro del Chianti, sulla rivista Decanter:

 

“Una predizione per voi: dall’inizio della prossima decade, il Chianti Classico rimpiazzerà il Médoc in molte cantine degli amatori. La semplice ragione è che il Chianti Classico è ancora un vero e proprio frutto della terra, mentre il Mèdoc è frutto del mercato. ll risultato sono dei vini con individualità ed energia da un lato e vini semi-standardizzati dall’altro”.

 

Decisamente in anticipo sui tempi!

 

Lunghissima la lista delle cantine partecipanti, ne ricordiamo una piccola parte: Castellare di Castellina, Castello di Ama, Castello di Radda, Tenuta Nozzole, Riecine, Monteraponi, Il molino di Grace, Querciabella, Castello di Monsanto, Candialle, Fietri, Clemente VII

Una manifestazione efficace e di impatto comunicativo che conferisce alla denominazione Chianti Classico il prestigio che merita.

 

 

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