Vini fermi off limits: la Champagne difende i suoi confini

March 12, 2018

Lo Champagne è un vino a denominazione d'origine controllata, prodotto unicamente con uve provenienti da zona delimitata ed elaborato attraverso il metodo champenois. E la zona di produzione allo stato attuale comprende quattro dipartimenti (Marne, Aube, Aisne e Seine et Marne) che si estendono su 34 mila ettari a circa 150 km a nord-est di Parigi. Montagna di Reims, Valle della Marna, Côte des Blancs, Côte de Sezanne e Côte de Bar le regioni, suddivise in 278 mila particelle. Solo 17 villaggi grand cru e 44 premier cru 

 

 
Questa è la Champagne. Un territorio conquistato da grandi uve da spumantistica che non ama incursioni da parte di altri produttori o vitigni. 

Così il tentativo di espandere e rinnovare l’areale produttivo della Ile-de-France - una delle regioni vinicole francesi più importanti nel passato - fino ai territori di Seine-et-Marne e Aisne ha scatenato le ire dei produttori della Champagne. Che si sono mobilitati allo scopo limitare fortemente nuovi impianti di vigneti da parte dei coltivatori residenti nelle zone limitrofe che recriminano diritti di impianto su centinaia di ettari per la produzione di vino fermo. Un conflitto, quello tra i coltivatori, inaspritosi dopo che il Syvif ha ottenuto i diritti di impianto su 30 ettari nel 2016.

La volontà di espansione della zona di produzione della Ile de France giunge però nel bel mezzo di una più profonda trasformazione che si sta verificando nella Champagne.

  

Patrice Bersac, presidente del Syvif - sindacato dei produttori di Ile-de France – accusa il più potente sindacato di vignaioli dell’area, il Syndicat général des vignerons de Champagne (SVG), di voler disegnare un simbolico muro di Berlino di 25 chilometri lungo il perimetro della Champagne, una sorta di zona interdetta all'impianto di nuove viti.

La motivazione sarebbe in realtà ben più profonda del semplice sciovinismo. Dovrebbe essere ricercata nella più generalizzata revisione della zona di produzione dello Champagne, che potrebbe ottenere l'autorizzazione per la sua espansione in 40 villaggi intorno alla zona di produzione attuale entro la fine di quest'anno, con entrata in vigore nel 2021. Non solo inclusioni, nei nuovi confini, ma anche esclusioni, come la probabile rimozione delle aree intorno al comune di Soissons dalla zona di produzione dello Champagne.


Ma il sindacato dei produttori della Ile-de-France non si è dato per vinto, e ha presentato una proposta al Ministero dell'agricoltura francese per la creazione di una zona cuscinetto tra la Champagne e i comuni limitrofi in cui limitare la produzione di vino a quello fermo.
"Non rappresentiamo una minaccia. Il nostro progetto è minuscolo rispetto alle dimensioni dell'area di produzione dello Champagne - siamo Davide di fronte a Golia" ha detto Bersac.

Intanto pare che il Ministero dell'agricoltura abbia chiesto un dialogo tra le parti al fine di giungere ad una soluzione negoziata.
La partita è quindi ancora tutta da giocare, ma questa volta il finale non è scontato.
 

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