Whisky di 139 anni: un fake da 10 mila dollari al bicchiere

November 16, 2017

 

Ogni appassionato di distillati sa quanto e come un grande scotch whisky single malt può invecchiare, regalando sensazioni appartenenti a tempi così lontani, e qualunque appassionato di questa incredibile bevanda alcolica avrebbe voluto trovarsi quella sera di pochi mesi fa al bancone del bar dell'Hotel Waldhaus am See di St. Moritz.

Era luglio, e il giovanissimo e miliardario scrittore di romanzi fantasy Zhang Wei aveva scelto le verdi montagne della Svizzera per la sua vacanza con la nonna.

Di fronte alla parete del bar, che esponeva moltissime incredibili bottiglie da collezione, l'attenzione di Zhang fu rapita da una bottiglia di McCallan single malt datata 1878: così chiese di assaggiarla, ma si sentì rispondere che la bottiglia più antica del bar non era in vendita.

La sorpresa di Sandro Bernasconi, manager dell’hotel, di fronte all’insistenza del cliente nel voler assaggiare una bottiglia dal valore inestimabile fu tale che il manager svizzero, inizialmente ritroso nel vendere la bottiglia, decise di chiedere un consiglio al padre che quella bottiglia l'aveva acquistata 25 anni prima, quando era a capo dell'hotel.

Claudio Bernasconi incitò il figlio a cogliere quell'occasione più unica che rara, e così Sandro Bernasconi stappò la bottiglia e brindò insieme a Zhang per la modica cifra di 10 mila dollari al bicchiere.

 

Eppure qualcosa andò storto. Zhang scrisse sul suo blog che nonostante il gusto e i profumi fossero buoni, non c'era la magia che ci si aspetta da un whisky di 139 anni. Non che questo fosse così importante per Zhang: quello che gli stava a cuore era la storia dietro quel whisky, che al momento in cui lo aveva assaggiato aveva esattamente l'età della nonna di sua nonna. Una tale età valeva l'investimento di 10 mila dollari al dram.

Ma la bomba era ormai scoppiata.

 

Su internet le domande iniziarono a imperversare e fu così che esperti di industrie di Whisky notarono alcune incongruenze tra la bottiglia, l'etichetta e il tappo.

 

Questo fece suonare il campanello d'allarme di Bernasconi che richiese l'intervento degli specialisti della Rare Whisky 101. Il whisky passò sotto l'occhio attento dei ricercatori della Oxford University: dopo appositi esami, essi decretarono che l’etichetta datata 1878, era almeno di un secolo più giovane, prodotta per certo negli anni ’70.

 

Come se non bastasse, gli analisti della Tatlock and Thomson dimostrarono che il whisky in questione non era neanche un single malt ma un blended.

A Bernasconi non rimase che prendere atto che il whisky più antico che aveva nel suo bar era un falso creato tra il 1970 e il 1972.

Nonostante Zhang non sembrasse troppo turbato dalla notizia e non si aspettasse la restituzione della cifra da capogiro che aveva sborsato, Bernasconi non si è fatto aspettare: ha preso un volo per Pechino e prontamente ha restituito i soldi allo scrittore cinese.

Nel frattempo il cofondatore della RW101 David Robertson ha rinnovato l’impegno della sua società nel risolvere il caso della bottiglia contraffatta, in una guerra in corso contro falsari e truffatori che cercano di ingannare l'ignaro consumatore di whisky di rarissima fattura.

 

Attenzione, amanti del single malt!

 

 

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