Che cos'è il Tokaji? Dall'Ungheria l'invezione della muffa


Il Tokaji in 10 righe

Unico vino ad essere menzionato in un inno nazionale, il Tokaji è ungherese, facciamocene una ragione. Prodotto nella zona di Tokaj-Hegyalja a nord est di Budapest, vicino al confine con la Slovacchia, pare sia nato ad opera del prete Máté Szepsi Laczkó, gestore delle tenute dei nobili Ràkòczi, nella prima metà del XVII secolo. A corto di manodopera per la vendemmia a causa della guerra, Laczkó fu costretto ad attendere il ritorno dal fronte della forza lavoro. Ormai attaccata dalla muffa, l’uva venne raccolta lo stesso e vinificata. Il primo vino da uve botritizzate era nato: dolce, forse troppo, ma eccellente.

Dalla metà del 1600 fino ai nostri giorni, sui terreni vulcanici avvolti dalle nebbie che si sollevano dai fiumi Bodrog e Tisza, si coltiva il furmint, l’uva principale con cui si produce il Tokaji. Ricca di acidità, aromi e struttura, viene facilmente attaccata dalla botrytis cinerea. Il successivo appassimento naturale grazie al vento secco proveniente dalle steppe russe permette poi di asciugare gli acini senza rovinarli e di preservarli, sani, fino a dicembre o gennaio, periodo della vendemmia.

Non solo furmint, però, per produrre il Tokaji, ma anche harslevelii, dal delicato profumo di tiglio e muscat à petit grains.