Contiene solfiti. Appunti per non lasciarsi impressionare

Mal di testa, reazioni allergiche, sintomi asmatici, riniti, eczemi ed orticaria provocati da strane sigle come E220, E221 e così via. Vino, birra, aceto, marmellata, insaccati, frutta secca, succhi di frutta: i solfiti sono un esercito silente.

Non quelli del vino però, per i quali non sembra esserci indulgenza.

I solfiti nel vino

I solfiti sono molecole formate dall’unione di uno ione negativo composto da zolfo e ossigeno con altri atomi. Ne fanno parte, ad esempio, l’anidride solforosa SO2, il bisolfito di sodio NaHSO3 e il bisolfito di potassio KHSO3.

Nel mondo del vino, con il termine solfiti o solforosa si intende l’anidride solforosa aggiunta, di solito sotto forma di metabisolfito di potassio, come disinfettante e stabilizzante. Quando i grappoli arrivano in cantina, infatti, la solfitazione limita lo sviluppo di batteri e facilita la fermentazione ad opera dei lieviti. Nella vinificazione dei rossi, migliora l’estrazione del colore dalle vinacce durante la fase della macerazione. Finita la fermentazione, la solforosa è usata per conservare il vino, per limitarne l’ossidazione e l’acetificazione.