Gli ultimi saranno i primi: la rivoluzione dei rosati

September 3, 2017

La rivoluzione dei rosati

Esistono bicchieri specifici per vini  spumanti, per bianchi di tutte le cromie ed età, per quasi tutti i distillati del mondo e per ogni rosso che vi possa venire in mente. Ma provate a comprare online un bicchiere per vini rosati da uno dei più famosi produttori di articoli professionali da degustazione. Restereste delusi.

 

Dovrete accontentarvi di un bicchiere per vini bianchi corposi o di uno per rossi leggeri. Fate voi.

 

Non che non ne esistano: c’è un modello nuovo di zecca per i vini della Provenza.

 

Nella scheda tecnica pare possa essere usato per tutti i vini rosati. Come a dire che tutti i rosati sono uguali. Ed è una scelta aziendale comprensibile, dal momento che il mondo del vino non ha mai puntato molto sui vini rosati.

 

Qualcosa sta fortunatamente cambiando. Negli ultimi anni i vini rosati stanno mietendo successi in tutto il mondo; un po’ meno in Italia, ma è solo questione di tempo. L’incremento dei consumi spinge i produttori ad aumentare la produzione ed aggiungere nuove etichette. Ogni anno vengono prodotti nel mondo quasi 24 milioni di ettolitri di vini rosati: tra i produttori si attesta come prima la Francia con il 30%; solo quarta l’Italia, anche se i consumi nel nostro paese non sembrano ancora assecondare il trend produttivo in ascesa.

Non così all’estero, dove americani, inglesi e tedeschi sembra siano ormai pink addicted. E senza vergogna!

La filosofia dell’immediatamente fruibile traslata nel mondo dei vini

 

Il successo dei vini rosati è dettato da fattori semplici, coerenti con l’immagine e il messaggio del prodotto stesso.

Meno marketing di etichetta e più marketing di prodotto: questa è stata la scelta vincente, insieme alla voglia di vestire le bottiglie con brio e creatività.

 

Economico, facile da realizzare, versatile nell'abbinamento, sapido, non particolarmente alcolico e con tannini delicati, ma soprattutto non pretenzioso: questo in breve l’identikit del vino rosato.

 

Il più semplice dei vini è anche quello più versatile.

 

Può essere servito a una cena elegante ma anche a un pranzo veloce; può rinfrescare una calda giornata estiva ma si abbina anche a un barbecue invernale. Può semplicemente essere l’alternativa alla birra in pizzeria.

 

Non più quindi un vino solo estivo, aggettivo che ammanta spesso di un velo di frivolezza e transitorietà, ma un degno concorrente di vini rossi e bianchi. Aromaticità dei primi e struttura dei secondi, un equilibrio che finalmente sta ottenendo la giusta ricompensa.

E se in Italia i rosati sono ancora un prodotto da over 50, come testimoniano le statistiche delle vendite online, all’estero si scommette sulle nuove generazioni.

Se ancora non vi capacitate di quanto al momento questo trend sia inarrestabile, fatevi un giro sugli hashtag #rosé, #roséallday e #brosé.

 

La rivoluzione passa anche da lì. Un errore non prenderla sul serio.

 

 

 

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