Prosecco made in Australia

Il Prosecco corre dietro ad una domanda che non molla, sia sul mercato italiano sia sul mercato estero.

Prosecco made in Australia, un fenomeno da 60 milioni di dollari

Il Prosecco è un fenomeno mondiale: nel mondo delle bollicine rappresenta oggi il motore trainante dell’export di vino italiano (circa 5,6 miliardi di euro il valore), un brand easy, imitato e falsificato (l’italian sounding ha un valore di 60 miliardi nel mondo, ha ricordato recentemente Coldiretti). Seppur difeso da un marchio Ue, Doc e Conegliano Valdobbiadene e Asolo Docg, il successo del Prosecco fa gola ai produttori australiani, pronti a giocare la propria partita.

È dalla fine degli anni 90, che l’Australia produce Prosecco (utilizzando la denominazione delle uve), per iniziativa di italiani originari di Valdobbiadene trasferitisi nella terra dei canguri.

Oltre alla produzione, in Australia c’è un famoso percorso enoturistico legato al Prosecco.

E sì perchè una ventina di anni fa le uve erano denominate Prosecco e ciò consentiva, l’utilizzo fuori dal contesto geografico. Nel frattempo il Prosecco italiano è diventato un fenomeno mondiale. Ma anche il Prosecco australiano sta facendo faville. E gli Aussies non vogliono cedere. Così si è riaperto un dossier mai chiuso definitivamente dal 1999 in avanti, tra Ue, Italia ed Australia.