Vitigni resistenti e protezione dell'ambiente

Il 22 Marzo a Faenza è stato presentato il vigneto piantato con uve resistenti alle malattie della vite (oidio e peronospora). Il vigneto sperimentale si trova a Tebano, in Emilia Romagna ed è gestito da Crpv, il Centro ricerche produzioni vegetali di Forlì e finanziato da quattro grandi copperative del vino Made in Italy: Cantine Riunite & Civ, Cevico, Caviro e Cantina Sociale di San Martino in Rio.

Vitigni resistenti e protezione dell'ambiente

Il percorso di ricerca dei vitigni resistenti partì già nel 1998. Ha richiesto oltre 15 anni di lavoro, centinaia di incroci, 24 mila piante valutate presso l’Azienda agraria universitaria “Antonio Servadei” di Udine e oltre 500 micro-vinificazioni ripetute negli anni presso l’Unione Italiana Vini di Verona e i Vivai Cooperativi di Rauscedo.

Giovanni Nigro, responsabile della filiera vitivinicola del Crpv, racconta sul vigneto sperimentale:

«I vitigni in questione non sono solo iscritti al Registro nazionale, ma sono già in uso in tre regioni italiane. Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige infatti ne avevano già autorizzato la coltivazione anche senza i tre anni della sperimentazione preventiva».

Diciamo subito che ogni vitigno resistente è il prodotto di incroci tra vitigni tradizionali di vite europea con altri vitigni più rustici di vite americana: sono figli meticci di nobili padri. Ciò non toglie che potrebbero dare risultati di rilievo producendo